La fine del Prologo

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La fine del Prologo

Messaggio da Doctor » 26/11/2018, 17:32

Magister esalò l'ultimo respiro circa due settimane fa. Jericho, rimasto solo e con una abitazione di cui aver cura, perse i pochi momenti di felicità che il vecchio riusciva a donargli. Inutile dire che, dopo un primo periodo di quiete, la disperazione non fece attendere il suo ritorno. Il Vinska riprese a pensare sempre più spesso al passato a lui ancora ignaro. Credeva che, con Magister, sarebbe forse riuscito a trovare alcune delle risposte che cercava. Non avendo mai avuto un padre, l'uomo che tempo addietro lo accolse per la prima volta era ciò che si avvicinava di più, ad una figura paterna. Per quanto non lo volesse ammettere, Jericho era terrorizzato al solo pensiero di doversi separare di nuovo da qualcuno a lui caro.

Ragazzo mio.. Fatti forza. Ci sono cose ben peggiori là fuori, per cui provare dolore e tristezza. Non avere paura.. Sono sicuro che, se ne sarò meritevole, avranno cura di me, lassù. Anche dopo che me ne sarò andato.. Non piangerò, perché è finita. Sorrido, perché ho potuto viverla.. La mia storia. Ora.. Tocca a te.

Jericho teneva per mano Magister, fino al momento del suo passaggio. Dal nostro mondo, al successivo.
Nonostante le parole di Magister, il Vinska non riusciva più a vivere normalmente. I ricordi offuscati di un passato mai vissuto. I terribili incubi di persone che non ha mai incontrato. Ed ora, la mancanza di un qualsiasi motivo per continuare a vivere, sopportando tutto questo. Jericho aveva perso volontà. Per mesi, ogni due o tre sere veniva visto vagare senza meta per il Mercato Centrale, qualche volta anche portandosi appresso un qualche liquore della dubbia qualità. Almeno una volta a settimana, in seguito ad uno dei suoi incubi, era solito scaricare la tensione e la rabbia su ciò che lo circondava, spesso causando danni alla sua stanza. La situazione era ormai insostenibile per il Vinska. Una delle sere più buie, però, commise uno dei suoi più gravi errori.

Hey, tu! Hard Skull! Cosa ci fa uno come te da queste parti, a quest'ora. Torna a casa, o i più diffidenti verso quelli come te potrebbero non trattenersi.

Si trattava di un gruppetto di avventurieri, dalle scarse maniere. I classici istigatori, pronti a menare le mani per farsi qualche risata. Jericho non riversava nelle migliori condizioni, e al contrario della sua solita indifferenza, reagì a tono alla provocazione.

Vi consiglio di evitare di infastidire lo scheletro.. O potreste ritrovarvi la spina fuori posto.

Non farmi ridere, schifoso scherzo della natura! Vuoi forse che ti spezzi tutte le ossa, comprese quelle esterne?

Di lì a poco, ebbe inizio una scaramuccia. Ironicamente, furono pochi gli scambi di colpi, a causa di una pattuglia notturna che prontamente fermò e arrestò entrambe le parti. Jericho passò la notte al fresco. All'alba, venne rilasciato, in concomitanza con la banda della sera prima. Lo sguardo del Vinska era vuoto. Resosi conto di ciò che aveva fatto la sera prima, inizialmente diede la colpa all'alcohol. Ma in cuor suo sapeva che per trovare il colpevole, non c'era che da guardarsi allo specchio.

..Mia madre ha raccontato a tutti noi una storia di tempi passati, di fronte ad un fuocherello rilassante! Parlava di una serie di uomini che, disposti a tutto, legarono in qualche modo con le divinità!

Sembra una leggenda più che una storia.. Un po' come la trasformazione di un Uomo in Vinska.

Quella è sicuramente una leggenda, probabilmente non è nemmeno successo! Ti dico che mia madre era convinta di quello che diceva! Sai che ci sono altari dedicati alle divinità sparsi per il mondo?

Certo che lo sapevo.. Però continuo a credere che la tua sia una storia da raccontare ai più giovani, come noi, niente di più.

Quei due ragazzini avevano certamente catturato l'attenzione di Jericho. Non ci volle molto perché si decidesse di tentare persino quella strada. Si trattava di una storia, nulla di più. Ma, a corto di opzioni, e disperatamente alla ricerca di uno scopo prese ciò che gli sarebbe servito, e partì alla volta degli altari di cui il ragazzino parlava. Il viaggio si dimostrò più lungo del previsto, l'accesso agli altari risultava un poco impervio. Finalmente giunto nell'ultimo posto in cui riponeva una qualche speranza, se gliene era rimasta, si inginocchiò subito e chinò il capo.

..Sapete.. Prima d'ora non mi ero mai recato in un luogo di culto, se non per le feste che portano il vostro nome. Non so se questo sia il modo adatto di comunicare con voi, ma..

Ripensando a tutto, Jericho cominciò a lacrimare. Erano lacrime amare, consumate, senza forza vitale.

Devo sapere.. Devo sapere se quel ragazzino aveva ragione. Devo sapere, se c'è uno scopo anche per me in questo mondo.. Ci sono tante cose che vorrei sapere. E a questo punto, mi rendo conto che solo voi potete aiutarmi. Quindi, seguendo quella che sembra essere la tradizione.. Fatemi vostro. Farò tutto ciò che è necessario. Sarò una delle vostre voci, e mi adopererò per portare i vostri messaggi. Sarò il vostro Araldo. Vi chiedo solo, uno scopo. Vi chiedo solo, un motivo. Non voglio smettere di vivere.. Ho ancora così tante cose da scoprire, e ciò che ho fatto fino ad ora non è servito. Non vi chiedo ora le risposte che cerco. Prego solo, per poterle ottenere prima o poi. Voglio credere che voi possiate darmi il sollievo di cui ho bisogno, contro questo dolore che provo. Concedetemi questa grazia, e sarò un Agente del vostro volere.. Ve ne prego.. Ve ne prego.

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Beckiovich
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Re: La fine del Prologo

Messaggio da Beckiovich » 27/11/2018, 10:39

La grande cattedrale dedicata al pantheon delle divinità di Ambra era in realtà un luogo di pellegrinaggio e di espiazione,tre grandi statue occupavano le tre absidi del tempio.
Il protettore era collocato nell' abside centrale poiché tra tutti era la divinità che sicuramente aveva a cuore la tutela dei templi e dell' ardore religioso e un gracile vinska stava sotto quella statua alta più di tre metri.
Un ratto o una piccola creatura lontana si muoveva nascosta tra le pietre dell'edificio, senza scostare i mattoni e muovendosi nell'ombra, mentre il Protettore splendeva di gioia... Ma non di commiserazione.
Parve infatti che la statua potesse in qualche modo muoversi e puntare il dito contro il vinska per sprigionare un raggio piccolo e sottile ma eternamente doloroso che scartravetrava le parti ossee esposte come a tatuare direttamente sull'osso simboli di luce.
"A ciascuno verrà data luce."
"Chi è morto, deve morire."
"Ciò che è antico è in ogni caso fonte di pericolo"
Le terribili ferite procurate avevano fatto svenire il vinska, la creatura smise di essere un eco di morte e scelse di camminare in un sentiero radioso.

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Re: La fine del Prologo

Messaggio da Doctor » 27/11/2018, 21:37

Jericho era rimasto accasciato al suolo per alcune ore. Era davvero accaduto? Certo, il Vinska non si era recato al luogo di culto senza avere un qualche barlume di speranza. Ma la statua sembrava animata. Era una cosa possibile? Tante domande rimanevano nel subconscio del Vinska, che gliele sottoponeva come veloci flash di ciò che era accaduto. Ancora dolorante, e con lesioni su molta della struttura ossea esteriore, Jericho riprese conoscenza e si sedette. Come risultato del colpo, la sua vista era ancora annebbiata e senza fuoco. Alzò le mani per poterle osservare, cercando di ricostruire i pezzi e capire cosa era davvero successo. Non notò nulla di strano. Piano piano il dolore si faceva meno intenso e la vista riprendeva a funzionare a dovere. Infine Jericho si alzò per guardarsi attorno, anche se i suoi movimenti erano ancora lenti.

Oggi ho pregato Incantatrice affinché possa aiutare Zick in questo suo periodo di malattia.

Due giovani ragazzi, una incantevole signorina ed un valoroso accompagnatore, passeggiavano nella Cattedrale, dirigendosi verso il Vinska. La ragazza, sorridente e ben vestita, pareva avere un qualche rango di elevazione sociale, intuibile anche attraverso la sua postura ed alcuni oggetti in suo possesso. Il ragazzo, invece, se si dovesse rappresentare con un grado, pareva uno scalino più in basso rispetto alla giovane dama. Nonostante ciò, portava vesti dignitose, ed indossava una sorta di armatura. Non conoscendoli, si poteva scambiarli per una coppia, lei la gentile visitatrice e lui il prode difensore.

Hai fatto certamente bene, Madelyn. La dea ascolterà sicuramente la tua richiesta, un gesto di bontà per il tuo amico.

Sono contenta che tu la pensi così, fratello.

Erano fratello e sorella. La già nominata Madelyn, e Arthur. Lo scopo della visita era per l'appunto la preghiera atta a conferire all'amico di lei una pronta guarigione. Entrambi non si sarebbero aspettati di incontrare un Vinska quel giorno.

Guarda, Arthur. C'è qualcuno, laggiù. Sembra spaesato..

Continua a guardarsi intorno. Sembra che qualcosa non vada.

Dovremmo forse avvicinarci, fratello?

Jericho notò i due, e con uno scatto li raggiunse. I due dapprima indietreggiarono spaventati.

Sapete per caso che giorno è oggi?!

Arthur si mise a protezione della ragazza, e prese la parola.

Oggi è Martedì. Ma voi, chi siete?

Martedì? Allora sono svenuto solo per alcune ore.. Di certo è un sollievo..

Svenuto?

Oh.. Il mio nome è Jericho. Jericho Souls. Piacere di conos-

Il per-metà scheletro avanzò la sua mano dominante, lasciando stupito se stesso tanto quanto i due interlocutori. Lui pensava al suo gesto, in quanto non era mai stato così cordiale con il prossimo viste le sue origini. Loro invece non si aspettavano una presentazione così brusca, specie da qualcuno che millantava di essere svenuto.

Perdonatemi, sono stato avventato.

Avete detto di essere svenuto.. E cosa sono quei simboli sul vostro scheletro?

Siete un Vinska, giusto? Eppure non ho mai visto nulla di simile sulle loro estrusioni ossee.

Sì, sono un Vinska.. Ma di quali simboli parlate?

I tre si avvicinarono ad una delle tante finestre della Cattedrale, e cercando l'angolo giusto per un riflesso, gli fecero notare gli strani simboli luminosi sulla spina esterna e sul tomahawk osseo.

Deve essere stato Protettore.. O almeno credo..

Protettore?

Mi credereste, se vi dicessi che ho visto quella statua muoversi? Lo so, sembra impossibile anche a me.. Eppure, prima questi simboli non li avevo..

Jericho raccontò ciò che era successo ai due, lasciandoli senza parole. Mentre Arthur rifletteva, Madelyn parlò.

Non credo di poter prendere per vere le vostre parole, Vinska.. Si tratterebbe di un fatto eccezionale, degno delle leggende..

In effetti però, alcune di queste raccontavano di uomini che, prostratisi di fronte al divino, dichiaravano a gran voce le loro intenzioni..

Arthur, non mi dirai che puoi credere a tutto ciò..

Non dico di prendere come verità assoluta ciò che lui dice.. Ma se non crediamo nella possibilità che un intervento di questa portata accada, come possiamo credere nelle preghiere che rivolgiamo agli dei?

Quello che dici ha senso, ma..

Ti concederò il beneficio del dubbio, e non riporterò nulla alle guardie della Cattedrale. Tuttavia, non credere che mi sia bevuto tutto ciò che hai detto.

L'uomo tese la mano verso il Vinska, il quale rispose stringendola con media forza.

Ora mi date del tu?

Ci vuole tempo per essere amici. Direi che è passato abbastanza tempo. E poi, non sembri avere cattive intenzioni. Quei simboli di luce poi.. Sei certamente un curioso individuo. Mi chiamo Arthur.

Sono lieto che la pensi così. E qual è l'opinione della vostra compagna?

Il mio nome è Madelyn. E nonostante mio fratello sia molto rapido a farsi nuovi amici, non mi lascio certo incantare dalla storiella che ci hai raccontato. Quei simboli sono certamente inusuali, ma non ne conosciamo la provenienza.

Capisco. Non ho nulla in contrario.

Jericho prese una pausa, e poi concluse.

Perdonatemi, ma si è fatto tardi, e la luce del giorno sarà presente ancora per poco. Devo tornare al Mercato Centrale.

Il Mercato? Noi viviamo lì.

Buono a sapersi. Potremmo incontrarci in piazza allora! È stato un piacere, Arthur. E grazie per la premura nell'avermi risposto, prima.I miei migliori auguri, Madelyn.

L'atteggiamento di Jericho era cambiato. Era come se, gran parte del peso del suo passato fosse stato allontanato dal quel poderoso raggio di luce. Era più amichevole, e non provava timore nel colloquiare con persone che avrebbero potuto giudicarlo per la sua eredità genetica. Ma.. Per ogni lato chiaro, i piatti della bilancia devono mantenere anche qualche lato più oscuro. Jericho si trovava sulla strada del ritorno. Poco fuori dal sentiero principale, nella penombra degna del Sole a metà tra il cielo e la terra, vide un uomo in ginocchio, rovistando nelle vesti di un altro uomo, sdraiato a terra. Decise di avvicinarsi, e vide una macchia rossa espandersi a colpo d'occhio.

Cosa state facendo?! Quell'uomo sta sanguinando!

La figura nella penombra si voltò. Era lui. Lo stesso con cui la sera prima aveva litigato per poi essere messo dietro le sbarre. Lo sguardo di Jericho era a metà tra il puro terrore e la autentica rabbia. Come aveva fatto ad arrivare fin lì? Poco importa. Jericho non si preoccupò di trovare risposte, ma si concentrò chiudendo gli occhi. Le rune sul suo scheletro presero a brillare più di prima.

Ancora tu?! Che diavolo vuoi da me?! Sei venuto a cercarmi?! Ora che hai visto tutto questo, finirai come lui!!

Jericho aprì nuovamente gli occhi. Il bandito rimase impietrito. La sua iride sinistra brillava dello stesso colore delle rune.

Cosa ti è successo all'occhio, schifoso Hard Skull?! Fallo tornare normale!! Mi fa vomitare!

Era come sospettavo.. Non c'è un briciolo di luce, di speranza dentro di te. Ti sei lasciato avvolgere dalle tenebre, e ne sei persino rimasto compiaciuto.

Cosa vai blaterando adesso?!

Il bandito cominciò ad avvicinarsi sempre più velocemente a Jericho.

Ti mostrerò quanto la luce possa colpire coloro che la temono.. Io la cercavo, e ora l'ho trovata.. Una giornata meravigliosa volge al termine.. Gli uccelli hanno cantato, e i fiori sono sbocciati.. È in giorni come questi, che uomini come te.. Dovrebbero bruciare all'inferno.

Improvvisamente, l'uomo che pareva morente si svegliò. La chiazza di sangue si era seccata, ma toccandosi l'uomo non percepiva più alcuna ferita. Solo un lieve dolore dovuto a delle cicatrici. Vicino a lui, il bandito si trovava a terra. Il suo battito era assente, ma non era visibile alcuna traccia rossa. In lontananza, una figura si dirigeva verso il Mercato Centrale.
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